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2011年5月25日星期三

Dichiarazione redditi inferiori a 8000&euro

Durante il 2010 ho lavorato in due aziende differenti e adesso ho i due CUD relativi alle due aziende.
Nessuno dei due sostituti d'imposta ha applicato le ritenute fiscali sulla busta paga e adesso su entrambi i CUD non è presente un importo a titolo d'acconto per il pagamento dell'IRPEF.
Il reddito lordo evidenziato sui due CUD è di 3500 sul primo e 4200 sul secondo.Il mio contratto è a tempo indeterminato per entrambi i lavori.
Ora vorrei sapere se sul totale di 7700 in fase di dichiarazione mi troverò a versare tasse per il 23% oppure se avendo un reddito inferiore agli 8000€ sono esentato dal pagamento dell'IRPEF.
Ringrazio tutti per la collaborazione.
Dipende da quanti giorni hai lavorato. Se hai lavorato per 365 giorni (il dato lo si prende dai cud) allora l'imposta da pagare sarà bassissima o addirittura zero per via delle detrazioni da lavoro dipendente (sei comunque obbligato a fare la dichiarazione!). Se invece il periodo di lavoro risulta inferiore all'anno allora qualcosa da pagare c'è di sicuro e sarà appunto in funzione dei giorni di lavoro, pochè le detrazioni per lavoro dipendente spettano, quando il periodo di lavoro è inferiore all'anno, in proporzione ai giorni effettivi di lavoro.
come è possibile che con un contratto a tempo indeterminato (quindi dipendente) non ti abbiano trattenuto nulla? in ogni caso nella dichiarazione devi indicare, nel quadro rc, l'importo lordo e le ritenute subite. poi calcolerai la differenza da versare con f24. per legge, cmq, avrebbero dovuto pagare le imposte i tuoi datori di lavoro, tramite la ritenuta alla fonte a titolo d'imposta, con eventuale conguaglio..
Come spiegato molto chiaramente nella normativa SEI ESENTATO dalla dichiarazione dei redditi fino all'importo di € 8000,00 quindi stai tranquillo e con tutta probabilità le tue detrazioni da lavoro dipendente superano l'importo dell'irpef dovuta, quindi il saldo finale sarebbe comunque ZERO Fonti: Operatore CAF 4 mesi fa Segnala abuso by vepra81 Iscritto dal: 29 febbraio 2008 Punti totali: 10.610 (Livello 6) Immagine del badge: Aggiungi Contatto Blocca Per essere certo dovresti simulare la dichiarazione. Secondo me qualche cosa dovrai pagare. Ci sono software che simulano la dichiarazione. Poi comunque anche se sei sotto i 7700 euro la devi fare solo perchè hai 2 CUD e quindi c'e obbligo

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2011年5月16日星期一

-Il vescovo non è un manager-


"Il vescovo è servitore di tutti. Non è funzionario, né un burocrate, non è un rappresentante del potere, né un manager di un'organizzazione umana, ma un pastore che illumina e incoraggia, è un padre che ama, educa e conforta". A ricordarlo ai vescovi italiani, che in questi giorni celebrano in Vaticano la loro Assemblea Generale, è stato questa mattina il prefetto della congregazione per i vescovi, card. Giovanni Battista Re.
Nell'omelia della messa celebrata a san Pietro, il cardinale ha ribadito anche lo stile con cui tale servizio deve essere prestato: stile "accompagnato da tante qualità - dalla saggezza alla fortezza, dalla prudenza all'amabilità, dalla lungimiranza all'attenzione alle piccole cose - ma soprattutto deve essere caratterizzato da un vivo senso di paternità". Paternità spirituale "verso tutti coloro che gli sono affidati specie verso i sacerdoti". "Non dobbiamo mai dimenticare che abbiamo davanti delle persone e non degli operatori o, tanto meno, dei 'numeri'. La paternità episcopale ci chiede di saper incontrare le persone dando attenzione a ciascuna di esse".
Preti pedofili
"Non deve scoraggiarci il risalto che viene dato agli elementi negativi, anche se pesantemente gravi, perch‚ le forze del bene nella Chiesa italiana sono tante e il Signore è più forte del male", ha aggiunto il card. Re.
Volti nuovi
Oltre alla nomina del vescovo di Vicenza mons. Cesare Nosiglia come nuovo vice
presidente della Cei per l'area Nord del Paese, l'assemblea generale dei vescovi italiani, in corso in Vaticano, ha proceduto anche alla nomina dei presidente delle 12 Commissioni
episcopali.
Mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano, e' stato eletto presidente della Commissione episcopale per la dottrina della fede, l'annuncio e la catechesi (succede all'arcivescovo di
Chieti, mons. Bruno Forte). Mons. Alceste Catella, vescovo di Casale Monferrato, diventa presidente della Commissione per la liturgia. Mons. Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi, è stato eletto presidente della Commissione per il servizio della carita' e la salute. Mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, è il nuovo presidente della Commissione per il clero e la vita consacrata. Mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e assistente
ecclesiastico dell'Azione Cattolica, è stato eletto presidente della Commissione episcopale per il laicato.
Mons. Enrico Solmi, vescovo di Parma, diventa presidente della Commissione
episcopale per la famiglia e la vita (succede al vescovo di Aosta, mons. Giuseppe Anfossi). Mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone, è il nuovo presidente della Commissione per l'evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese. Mons. Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia, è stato eletto presidente della Commissione per l'ecumenismo e il dialogo (al posto del vescovo di Terni, mons. Vincenzo Paglia).
Mons. Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio, diventa presidente della Commissione per l'educazione cattolica, la scuola e l'università (al posto del vescovo di Como, mons.
Diego Coletti). Mons. Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Boiano, e' il nuovo presidente della commissione per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace (succede al vescovo di Ivrea, mons. Arrigo Miglio).
Mons. Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata, e' stato eletto a capo della Commissione episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali. Mons. Bruno Schettino, arcivescovo di
Capua, è stato confermato presidente della Commissione per le migrazioni.


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2011年5月4日星期三

Jeep Wrangler Unlimited 2.8 CRD Rubicon- Marrakech Express

La vettura costa 40.491 euro, optional esclusi
La vettura costa 40.491 euro, optional esclusi
Da Milano a Marrakech (Marocco) a bordo di una Jeep Wrangler Unlimited, sulle orme del film Marrakech Express (1989) di Gabriele Salvatores. I giornalisti di Panoramauto non potevano trovare un modo più originale per mettere alla frusta la 4×4 americana. L’articolo completo sul numero di giugno.

Il test della fuoristrada a stelle e strisce, ormai saldamente in mano al Gruppo Fiat, comincia con oltre mille chilometri di autostrada tra il capoluogo lombardo e Barcellona. La Wrangler (qui nella versione più “lussuosa” Rubicon) non ama l’asfalto: l’assetto rigido e l’elevata rumorosità prodotta dal 2.8 turbodiesel CRD da 177 CV e dalla scarsa aerodinamica fanno venire voglia di affrontare il più presto possibile mulattiere, dune, fango e sabbia. L’unica consolazione arriva dal sistema multimediale UConnect (2.200 euro), che comprende un hard disk da 20 GB.
La “tirata” autostradale prosegue anche il secondo giorno. 850 km per arrivare al porto di Almeria, inframmezzati da una tappa a Tabernas, paesino dell’Andalusia famoso per essere stato la location dei più noti “spaghetti western” di Sergio Leone. Attraversato il Mediterraneo si sbarca a Melilla (territorio spagnolo su suolo africano) e - dopo 600 km sempre su asfalto (caratterizzato però da continui avvallamenti, strettoie e fossi ai lati della carreggiata) - è la volta di Erfoud. Neanche in queste condizioni la Jeep convince, a causa dello sterzo lento e del sensibile rollio.
Il bello arriva il terzo giorno sulle dune di Erg Chebbi. 33 gradi di temperatura, pressione delle gomme portata da 2,2 a 0,9 bar (per non affondare nella sabbia) e marce ridotte inserite. Questo è l’habitat naturale dell’inarrestabile (se si esclude un insabbiamento, risolto grazie ad una pala e ad un gancio traino) Wrangler: merito della trazione integrale permanente, degli ottimi “angoli” (38,4° attacco, 31,4° uscita e 20,8° dosso) e del motore, tanto pigro su asfalto quanto efficace fuori.
Le mulattiere si incontrano il giorno seguente, sulla strada che porta a Boumaine Dades. Venticinque chilometri percorsi a 7 km/h di velocità media: tre ore di scuotimenti sopportati egregiamente dalle sospensioni e dalla robustezza dei longheroni e delle traverse.
Con l’ultima tappa - cento chilometri di asfalto con tappa a Ouarzazate, la “Hollywood marocchina” dove è stato girato “Il gladiatore” - si conclude il viaggio a Marrakech, durato oltre 3.000 km.

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